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lunedì 27 marzo 2017

Orari flessibili

Quando la giornata lavorativa si svolge a orari flessibili c'è sempre il problema dell'orario per mangiare. Qualche consiglio può sicuramente aiutare a non squilibrare il metabolismo e a rimanere in forma senza la paura di ingrassare troppo. Si comincia col dire che non bisogna ne saltare i pasti e neanche fare una cena abbondante, non fa bene per il peso forma. Quando non si mangia la sera si ostacola il lavoro metabolico che il fisico svolge di notte dopo aver ingerito il cibo della sera. E' pur vero che noi consumiamo i grassi di riserva, ma questi vengono assimilati con gli interessi, in particolar modo se non si pratica un'attività fisica. Fare una cena abbondante può creare problemi digestivi proprio quando il fisico è meno predisposto ad affrontarli perchè si sta preparando al riposo. Le calorie non saranno consumate e il pasto abbondante porterà allo sviluppo di uno stato infiammatorio che può, a sua volta, stabilire un aumento di peso. Quello che ci vuole per risolvere il problema degli orari flessibili è un pò di organizzazione, per evitare queste due situazioni che, per ragioni diverse, sono tutte e due problematiche. 

lunedì 20 marzo 2017

Banana Bread

E' un dolce molto salutare. Il banana bread ha come ingrediente principale le banane, frutto ricco di potassio, calcio, fosforo, vitamine del gruppo B, gli zuccheri semplici molto energetici. Ci sono anche le noci, benefiche per il cuore e il cervello. 
Ingredienti:
  • 210 grammi di farina integrale di segale biologica
  • cannella in polvere (quanto basta)
  • sale marino integrale (quanto basta)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 100 ml di olio di girasole biologico 
  • 6 o 8 noci
  • 2 banane
  • 50 grammi di miele integrale
  • 2 uova oppure 2 vasetti di yogurt di soia bio
  • 60 grammi di zucchero di canna integrale
Preparazione: miscelare la farina integrale di segale, la cannella, un pizzico di sale marino integrale, il bicarbonato, l'olio di girasole, a piacere 6 o 8 noci tagliate a pezzetti e le 2 banane schiacciate. A parte mescolare il miele integrale con le uova o a scelta lo yogurt di soia bio con lo zucchero. Versare il tutto in un contenitore da plumcake e infornare a 180°C per circa un'ora.   

mercoledì 15 marzo 2017

Plant Waters

Negli Stati Uniti vengono chiamati "plant waters" i famosi drink dalle proprietà sgonfianti a base di linfa. Queste bevande naturali sono diventate l'alternativa più frequente al succo di cocco e di aloe. Ultimamente ho assaggiato il drink di aloe è veramente delizioso! I plant waters sono preparati con la linfa, il ricco liquido che scorre all'interno delle piante e che ha eccellenti proprietà depurative ed energizzanti. Ad esempio c'è la linfa di betulla concentrata, decisamente diuretica, alcalinizzante del sangue e detox del fegato, presentata in versione drink, liscia o frizzante, arricchita con vari sapori (mango, limone, ciliegia, mirtilli e ibisco). Un'altra linfa molto apprezzata è quella di acero, povera di calorie ma ricca di calcio, manganese e vitamine. In estate è possibile gustare l'acqua aromatizzata con l'anguria ha proprietà rinfrescanti, ricca di potassio, licopene (sostanza naturale presente in alcuni alimenti di natura vegetale) e antiossidanti. A chi fa molto uso di queste bevande naturali, si consiglia di leggere bene le etichette perchè in alcuni casi, c'è la possibilità che siano arricchiti con troppo zucchero, con gli aromi ed eventuali additivi che toglierebbero i benefici promessi dagli plant waters!  

Latte di Mandorle

Ingredienti:
  • 100 grammi di mandorle sgusciate ma non pelate
  • 40 grammi di datteri
  • 800 grammi di acqua
  • 1/2 cucchiaino di vaniglia Bourbon in polvere
  • sale marino integrale (quanto basta)
Preparazione: mettere in ammollo le mandorle una notte o in alternativa 8 ore. Dopo l'ammollo sciacquare bene le mandorle. Tritare i datteri nel frullatore, poi aggiungere le mandorle, l'acqua, la vaniglia e frullare per pochi minuti alla massima potenza. Filtrare la bevanda vegetale con un canovaccio pulito oppure con un colino rivestito di tessuto non tessuto e strizzare bene. Conservare quello che rimane, chiamato "Okara", un composto che si può utilizzare per fare torte o biscotti e nel caso di un latte non dolcificato con la vaniglia anche per fare la ricotta raw di mandorle (formaggio di mandorle).

lunedì 6 marzo 2017

Parmigiano Reggiano e Grana Padano

Il parmigiano reggiano e il grana padano sono lo stesso formaggio?
Ho sempre pensato di si, ma ultimamente ho letto che non è così. Sono formaggi simili, anche nel gusto, ma in realtà risultano completamente diversi. Nello specifico, partendo dalla etichettatura, leggo che per il parmigiano reggiano non è obbligatoria, cioè non è necessario scrivere gli ingredienti perchè per legge, gli stessi possono essere solo ed esclusivamente: il latte, il sale e il caglio (sostanza acida che fa coagulare il latte). Non sono ammessi additivi (anche quelli di origine naturale). Invece il discorso cambia per il grana padano perchè può contenere il lisozima (E105) una proteina estratta dall'uovo che svolge la funzione di conservante. Essa viene messa per ostacolare la fermentazione batterica all'interno delle forme, nel corso del lungo periodo di stagionatura. Continuando a leggere scopro, nel paragrafo che descrive le tecniche di produzione, che nel parmigiano reggiano gli animali sono alimentati soltanto con fieni ed erba (erba medica e prato stabile), senza l'utilizzo di foraggi insilati (ossia gli acidificati) o fermentati. Nel grana padano, invece, gli animali sono alimentati anche con il mais insilato (tecnica di conservazione del foraggio). Nel grana si utilizza il latte di giornata, crudo e parzialmente scremato a differenza del reggiano che si fa una volta al giorno, con il latte munto la sera prima, che viene parzialmente scremato e, si unisce con il latte intero della mungitura del mattino seguente. La domanda mi nasce spontanea: quale scegliere dei due? Comprando il parmigiano reggiano si ha la certezza di una qualità superiore, rispetto al grana padano perchè fa parte di una gamma più variabile, di qualità, a seconda che il caseificio adotti o meno regole restrittive della produzione stessa. Adesso ho capito, quando dovrò comprare il formaggio sceglierò senz'altro il parmigiano reggiano!

Cibo Etnico

C'è quella asiatica, mediorientale o quella africana: i piatti etnici sono ormai disponibili nei ristoranti e supermercati italiani. Hanno sapori decisi e un ampio utilizzo di spezie. La cucina etnica, anche se viene classificata "alla moda", risulta un piacevole cambiamento riguardo alle tradizioni e può rappresentare l'opportunità di conoscere nuovi alimenti e nuove preparazioni. Fare una cena etnica risulta un'esperienza che, con la mente, ci porta lontano: dalle ricche città dell'India, attraversando i misteriosi riad marocchini (forma di architettura spontanea tradizionale del Marocco) ed infine viaggiando verso l'Eritrea, la Thailandia e il Medio Oriente. Mangiare una pietanza etnica e come fare un giro del mondo stando seduti a tavola. Bisogna fare sempre massima attenzione a quello che si sceglie perchè c'è il rischio di mangiare troppi zuccheri e grassi. Prima di perlustrare un territorio culinario sconosciuto e meglio conoscere qualche buon consiglio, ad esempio bisogna scegliere i piatti più semplici da preparare perchè, quelli più elaborati (cucina indiana e africana), sono pieni di burro che li rende saporiti ma ingrassanti. Bisogna evitare le preparazioni che richiedono il fritto con l'olio di palma o olio di semi perchè rischiano di appesantire sul bilancio dei grassi saturi, dannosi per l'organismo e difficile da smaltire. Ma, scegliendo la semplicità possiamo utilizzare la cucina etnica per perdere peso. Come? Facendo largo uso di spezie, in modo particolare, di peperoncino, ricco di capsaicina (sostanza dal caratteristico potere irritante) brucia-grassi e di aromi piccanti che potenziano i sviluppi metabolici.